A Casteldidone, un paese della bassa cremonese di 600 abitanti, che con il suo castello testimonia la storia di un feudo ormai lontano, sta per sorgere un pastificio unico al mondo. Si è sviluppato su una superficie di 14.724 metri quadrati una costruzione a bassissimo impatto ambientale, costruita con materiali in prevalenza riciclabili. Il cemento è stato ridotto al minimo, si trova soltanto nelle colonne portanti; gli altri materiali usati sono legno, acciaio, vetro, canapa e formelle di argilla cotte in fornaci locali. L’intero stabilimento è alimentato da energia rinnovabile con un risparmio del 60% rispetto ai consumi del precedente Pastificio Nosari di Piadena (CR); il tetto è stato ricoperto da pannelli fotovoltaici che, insieme con i giardini pensili, contribuiscono alla coibentazione dell’edificio.
Proprietaria del Bio Pastificio è la Cooperativa Iris che gestisce secondo il metodo del bene comune questo patrimonio. Si tratta di una proprietà collettiva finanziata da tutti quei risparmiatori che condividono con Iris la crescita economica comunitaria, il biologico, l’ambiente. Infatti, per realizzare questo progetto che ha richiesto un impegno finanziario di circa 20 milioni di euro, ancora una volta, come in passato, la Cooperativa Iris ha chiesto il sostegno di chi crede nei suoi valori.

“La mutualità è il principio sul quale si fonda tutto il lavoro di Iris”, afferma Fulvia Mantovani, vicepresidente della cooperativa. “La scelta di aprirci e rinnovarci, emettendo azioni mutualistiche è data dalla volontà dei soci lavoratori di dare respiro al progetto Iris, trovando la forza per un nuovo investimento. Il pastificio Nosari di Piadena acquisito da Iris nel 2005, risale al 1925 ed era ormai troppo vecchio, con altissimi costi di gestione. Inoltre, il sisma in Emilia del maggio 2012, ha avuto un impatto anche a Piadena, danneggiando alcune attrezzature ma il danno principale è stata la mancata produzione per diversi mesi dopo il terremoto”, osserva Fulvia. Così la Cooperativa ha deciso di investire sulla costruzione di un nuovo pastificio, a 9 chilometri dalla cascina di Calvatone dove Iris ha sede, e per farlo ha modificato il proprio statuto dando spazio a nuovi “soci finanziatori” attraverso lo strumento delle azioni mutualistiche, per aumentare il capitale sociale.

Con la costruzione del nuovo pastificio, la Cooperativa Iris ha l’obiettivo di ampliare la produzione di pasta: dagli attuali 70mila quintali all’anno si intende passare a circa 210mila. “Aumentare la produzione significa allargare la rete dei contadini che coltivano biologicamente la terra per la filiera Iris”, sottolinea Maurizio Gritta. Il nuovo pastificio sta rafforzando la filiera Iris che già oggi conta su una rete contadina importante. A tutti loro, Iris dà la possibilità di diventare soci della cooperativa e garantisce un contratto fisso, fornisce consulenza in campo e acquista il grano a un prezzo concordato, dando così stabilità al capitale delle relazioni, contro la precarietà delle oscillazioni di Borsa.

E’ stato possibile realizzare il Progetto del Bio Pastificio IRIS, grazie alla collaborazione e alla progettazione dell’Architetto Mario Filocca di SEREGNO (MB) per la parte strutturale e alla collaborazione dell’Ing. Liberale di Pavia (PV) per la parte impiantistica.

L’Architetto Filocca e l’Ing. Liberale, hanno colto l’essenza e i valori di tale progetto, facendolo proprio e dedicandocisi in prima persona per oltre due anni. Il Pastificio è operativo dal 20/06/2016!
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Scarica la presentazione del progetto

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